Le tipologie di prestiti a disposizione delle PMI italiane possono essere categorizzate in base alla durata, alla forma di garanzia richiesta, e alla destinazione delle risorse finanziarie. Questa classificazione consente di comprendere come le imprese possano scegliere tra varie opzioni in funzione delle proprie esigenze specifiche e delle capacità di rimborso.

Uno degli strumenti più utilizzati è il prestito chirografario, che non implica l’impegno di beni immobili come garanzia. Questo tipo di finanziamento spesso presenta tassi di interesse più elevati rispetto a quelli garantiti, poiché il rischio per la banca è generalmente superiore. La durata di tali prestiti può variare da breve a medio termine.
Per esigenze di investimento di maggiore entità, le PMI italiane possono scegliere mutui ipotecari che prevedono l’iscrizione di un’ipoteca su immobili di proprietà dell’impresa. Questo consente l’accesso a finanziamenti di ammontare superiore e con piani di rimborso più lunghi, spesso a prezzi di interesse più contenuti rispetto ai prestiti non garantiti.
Un’ulteriore forma di finanziamento è rappresentata dal leasing operativo, che si configura come un contratto di locazione di beni strumentali, tramite il quale l’impresa utilizza l’attrezzatura senza acquistarla direttamente. In questo modo, si può beneficiare della possibilità di conservare liquidità e di disporre di beni produttivi senza immobilizzare immediatamente capitale.